By / 18th Aprile, 2014 / Senza categoria / No Comments

Spilinga è un comune dell’entroterra vibonese, situato tra l’altopiano e le pendici di Monte Poro, si estende su una superficie territoriale di 18 km2, raggiunge un’altezza massima di 710  e minima di 171 metri sopra il livello del mare, conta circa 1600 abitanti, detti Spilingesi. Il capoluogo Spilinga, il cui nome deriva da spelonca ossia grotta, ha due frazioni Carciadi e  Panaia. La piú importante grotta del comune di Spilinga è quella che custodisce la statua della Madonna delle Fonti con in braccio Gesù bambino, all’interno di un un Santuario adagiato in un’oasi di pace adornato da alberi e dal verde della vegetazione naturale. La storia della Beata Vergine della Fontana è tramandata da generazione in generazione; si racconta che in una notte di lampi e tuoni la Madonna  apparve in sogno alla Cicireja, una pia contadina del luogo, invitandola a cercarla. L’anziana donna incredula non fece nulla finchè la Madonna le comparve in visione esortandola a proseguire le ricerche e ad innalzare un santuario la dove le era apparsa. La donna questa volta seguí i suggerimenti della Madonna, trovò la Sua statua e la fece sistemare nella grotta dell’apparizione che da allora forma la parete interna di una Chiesa eretta in Sua devozione. Il Santuario viene visitato ogni anno da migliaia di persone, l’afflusso dei fedeli si concentra soprattutto in Maggio mese in cui la Madonna delle Fonti viene venerata solennemente: secondo la tradizione la notte tra i giorni 20 e 21 si tiene una veglia di preghiera fino all’alba che segna l’inizio di una grande giornata di festa popolare e religiosa. I visitatori che desiderano rendere visita alla Madonna, ad ogni ora del giorno e della notte, possono raggiungerla a piedi scendendo da una scalinata che dal centro abitato di Spilinga conduce alla grotta o in macchina  percorrendo una strada comunale che dal paese giunge fino al parcheggio del Santuario, il cancello di ferro che fa da porta alla Chiesa illuminata permette di vedere il luogo dell’apparizione, durante la sosta si usa dissetarsi alla fonte d’acqua sorgiva che si trova sul posto. Le risorse principali del comune di Spilinga sono la pastorizia, l’agricoltura e l’allevamento. Il nome di Spilinga è legato soprattutto alla nduja, il prodotto tipico locale per eccellenza, è un salume morbido dal sapore forte che infuoca i palati di tutti i buongustai, viene preparato con le parti grasse del suino, carne e un’abbondante dose di peperoncino rosso piaccante. Alcuni ritengono che la  nduja  deriva il suo nome da insaccati di origine francesi detti andouille importati nel periodo napoleonico, secondo altri sarebbe stata introdotta precedentemente dagli spagnoli assieme al peperoncino: la versione piú accreditata attribuisce la paternità del prodotto ai contadini del luogo che s’ingegnarono a fare buon uso delle parti del suino  che non venivano consegnate ai nobili. La carne e il grasso di prima scelta vengono utilizzati per preparare ottime salsicce e gustose soppressate: questi prodotti tipici si possono assaporare gratuitamente alla Sagra della ‘Nduja  un evento gastronomico  internazionale organizzato a Spilinga  l’8 Agosto di ogni anno che attira una vasta partecipazione di persone provenienti dai paesi del vibonese e dal confinante comune di Ricadi che in questo periodo raccoglie una grande affluenza turistico.


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