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Guida Turistica di Capo Vaticano

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Article Index
Guida Turistica di Capo Vaticano
1. Notizie storiche su Capo Vaticano
2. Il territorio di Capo Vaticano
3. La Fiumara Vaticana o della Ruffa
4. Manifestazioni culturali, usi, costumi e folklore
5. Pesca, mare e clima
6 Gastronomia e Sagra della Cipolla
Itinerari storico-ambientali nella provincia

1. NOTIZIE STORICHE SU CAPO VATICANO
Uno Sperone sul mare:
L'alto sperone granitico, frastagliato, a base quadrangolare, che partendo dall'Appennino Calabrese si protende sul Mare Tirreno, proprio di fronte alle isole Eolie, è geograficamente noto come il promontorio di Capo Vaticano. Esso divide i golfi di Santa Eufemia e di Gioia Tauro. Su questo promontorio si estende il Comune di Ricadi, con una superficie di 2.230 ettari ad una altitudine di 237 metri s.l.m., una popolazione di poco più di 4.000 abitanti. Famose sono le cittadine che gli fanno da contorno, Tropea a nord, Joppolo a sud, Spilinga e Drapia ad est.
Un luogo antico:
Anticamente il "Capo" era un posto sacro conosciuto in tutta la Magna Grecia, poiché lì sacerdoti e indovini scrutavano il futuro. Nel corso dei secoli le antiche civiltà vi lasciarono tracce delle loro. Manifestazioni artistiche, culturali e scientifiche. I numerosi avanzi archeologici venuti alla luce nelle varie campagne di scavi parlano della preistoria, di Fenici, di Cartaginesi, di Greci, di Roma ovviamente, di Bizantini e Normanni, di Saraceni che batterono la costa razziando e bruciando quello che non portavano via, di Angioini e di Aragonesi e infine di Francesi. Molti reperti archeologici si trovano nei musei di Vibo Valentia, di Nicotera, di Reggio Calabria. Fenici, Cartaginesi e Greci mercanteggiarono i loro prodotti con le popolazioni locali sulle spiagge di Santa Maria, Torre Ruffa e Grotticelle. Faro di altura, Capo vaticano è anche radiofaro, sterione importante per chi naviga da nord diretto allo stretto di Messina: fu attivato per la prima volta nel 1885 e rimodernato nel 1946. La torretta cilindrica bianca è sormontata da lanterna poligonale di colore alluminio addossata ad un edificio ad un solo piano. È alta 8 metri dalla base e ha una portata geografica di 26 miglia e una portata luminosa di 32,6 miglia.
Le Torri di guardia:
Nel secolo XVI Don Pedro di Toledo, viceré di Napoli, fece erigere nel territorio del Regno le torri di avvistamento lungo le coste, in tutto 366. Alla custodia delle torri erano addetti i Torrieri che avevano il compito di segnalare con fuochi e spari agli abitanti del posto e alla torre successiva che dal mare stavano giungendo i pirati e bisognava impedirne l'approdo con le armi. Alla custodia delle torri erano addetti anche i Cavallari che percorrevano le spiagge con il compito di avvistare le navi dei corsari e subito avvertire i Torrieri e si spandeva il panico al grido di "All'armi! all'armi! la campana sona li turchi su arrivati alla marina ....". Ne sono rimaste solo tre, nel territorio di Ricadi: Torre Marrana, Torre Ruffa e Torre Balì. Originariamente erano cinque: Torre Marrana, Torre S. Maria, Torre Marino, Torre Ruffa e Torre Balì in S. Domenica di Ricadi dove abitava il comandante di tutte le torri vicine e dove vi era al bisogno l'occorrente per organizzare la difesa e dare l’allarme con lingue di fuoco di notte e con una colonna di fumo di giorno. Alcune di queste torri hanno forma cilindrica, altre tronco-conica e sono situate a circa tre chilometri di distanza l'una dall'altra. (Torre Marrana: sorge quasi due chilometri all’interno, in posizione isolata sopra l’abitato di Brivadi. La torre, costruita nel 14°secolo, ha tutte le caratteristiche delle torri di vedetta antiche, è cilindrica)
Santi e chiese:
Nel periodo bizantino a partire dal sec. VIII fece il suo ingresso in Calabria il monachesimo orientale ed in breve tempo la regione pullulò di luoghi eremitici e monasteri. I monaci, detti comunemente basiliani, vennero in queste contrade portando icone e reliquie, nonché la devozione verso i Santi orientali. I santi venerati nel comprensorio Vaticano sono quasi tutti di origine orientale. In epoca moderna (sec. XVI) un convento di Agostiniani fu eretto nel territorio di Ricadi tra Brivadi e Orsigliadi, dedicato ai Santi Filippo e Giacomo. (Il parroco di Ricadi cura il culto della Chiesa di S. Maria Lauretana. La festa di “Galilea” viene preparata da una serie di piccoli pellegrinaggi dai paesi vicini durante il tempo di Quaresima. Tutte le domeniche d’estate vi si celebra la messa. Ogni anno il 15 agosto si svolge la processione sul mare)
Produzione e commercio:
Fino a tutto il secolo XIX il territorio di Ricadi visse esclusivamente di agricoltura, caratterizzata soprattutto dalla produzione di cipolle, agrumi, uva da tavola, fichi, ma notevole era la produzione di seta, canapa, lino e cotone. Tuttavia si trattava di una economia a base familiare e di sostentamento, mancando le vie di comunicazione per la commercializzazione dei prodotti, se si esclude la via del mare. Si comprende pertanto quanto siano stati importanti a partire dalla fine del sec. XIX la ferrovia "Napoli - Reggio Calabria", che nel tratto di Ricadi fu iniziata il 28 febbraio 1889, e la strada provinciale che la congiunge da un lato a Tropea e dall'altro a Vibo Valentia, chiamata, allora, "Via Regia".
Il turismo:
L'emigrazione ha progressivamente spopolato questo territorio e le guerre hanno distrutto tante giovani vite, ma non è venuta meno la voglia di ricominciare per costruire un ambiente accogliente e prospero. Così sull'antico strato di una civiltà contadina andò crescendo una generazione di piccoli operatori economici, di addetti ai servizi, e di professionisti, che hanno portato evidenti mutazioni nelle strutture, nei costumi, nonché nelle attività economiche che in questi ultimi decenni si sono sviluppate soprattutto intorno al turismo. L'antico Casale di Ricadi è oggi un attrezzato comune moderno che valorizza la sua posizione naturale e lega le sue frazioni con fervide iniziative cercando di valorizzare alcune eredità del passato insieme a nuove conoscenze e a nuove possibilità del lavoro e della produttività. (Turismo non è solo fare bagni, ammirare paesaggi, monumenti, città. E’ anche venire a contatto con genti e civiltà diverse dalla nostra, capirsi e, possibilmente, amarsi”. Giuseppe Berto)
Last Updated ( giovedì, 19 aprile 2007 )
 
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