Guida Turistica di Capo Vaticano
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3. LA FIUMARA VATICANA O DELLA RUFFA
La Fiumara:
Esistono nel territorio comunale delle depressioni fluviali in cui si disperdono corsi d'acqua più o meno temporanei. Il più importante è il torrente della Ruffa, detto comunemente “Fiumara”, che parte dal Monte Poro e divide il territorio in due contrade: quella di S. Domenica e quella di Capo vaticano. Il torrente Vrace parte dall’altopiano di Drapia e si riversa nel mar Tirreno, in località Formicoli; il torrente Riace divide dal comune di Tropea; il torrente Mandricelli divide dal Comune di Joppolo. (Sul torrente della Ruffa nel 1889 fu costruito il ponte ferroviario “Napoli - Reggio Calabria”, alto 112 m con una doppia serie di arcate: la prima a 4 luci di m 10.64; la seconda a 8 luci di m 12. Si conserva nella chiesa di San Nicolò un cimelio dorato che le maestranze (i sannicolesi che lavoravano alla realizzazione dell’opera) offrirono al santo protettore S. Nicolò in segno di ringraziamento. L’opera fu inaugurata dal sindaco di Ricadi insieme ad altre autorità nel 1890)
Canapa e lino:
Lungo il corso della fiumara venivano scavate apposite vasche dentro le quali la canapa e il lino, coltivati specialmente a Lampazzone e a Barbalaconi, venivano sistemati e lasciati a macerare nell'acqua corrente per otto giorni. Dopo questa operazione venivano asciugati al sole e poi battuti con una mazza di legno prima di essere lavorati al mangano e quindi filati con il fuso e le conocchie. Infine venivano tessuti a mano con telai di legno che si trovavano in quasi tutte le abitazioni al piano terra fino agli anni cinquanta.
Il percorso della Fiumara Vaticana:
Woodwardia Radicans:
Nella valle del Torrente Ruffa, tra Ricadi e Spilinga, è stata individuata una felce tropicale, la Woodwardia Radicans appartenente alla famiglia delle Blechnaceae, antico relitto della flora mediterranea, con una varietà numerosa di esemplari. Quì ha trovato il suo habitat naturale, che risulta generalmente costituito da forre umide della media collina, caratterizzate da elevata umidità, scarsa intensità luminosa e movimenti termici giornalieri e annuali contenuti. La scoperta non è soltanto importante per la rarità del tipo di felce, ma soprattutto perchè è stata localizzata in pochissime altre zone d'Italia. La stazione del torrente della Ruffa è la più ricca di questo tipo di felce.
Mulini ad acqua:
Lungo il Torrente della Ruffa erano installati otto mulini idraulici, alcuni con architettura araba, altri a pinnata. Ne rimane uno solo attivo in località Lampazzone. Questi mulini rimasero efficienti fino al secondo dopoguerra, ma ormai sono da considerare, ove esistono ancora, patrimonio storico. Il grano e gli altri cereali erano portati al mulino a dorso di asini, ma anche sulle spalle degli uomini e sulla testa delle donne. (I mulini ad acqua lungo il torrente della Ruffa sono in stato di totale abbandono, tranne uno nel territorio di Lampazzone di proprietà del signor Rizzo Giuseppe, il quale ancora provvede a mantenere la struttura settecentesca e continua a fare il mugnaio, macinando grano, granturco e orzo con le mole antiche)
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Ultimo aggiornamento ( venerd́ 26 febbraio 2010 )
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